Quelle piccole comunità che costruirono palazzi, castelli e cattedrali

Domanda:

Come era possibile raccogliere in tante piccole comunità le somme sicuramente enormi per le grandi costruzioni civili e, soprattutto, religiose?

di azaz62

Il Medievalista risponde:

Diciamo che nel Medioevo le grandi costruzioni come i castelli erano realizzate pagando dei manovali e il denaro era ricavato spesso dalle tasse,  ma se si considera che nel Medioevo erano più le tasse degli utili della  popolazione, considerando anche che la popolazione di allora viveva quasi  esclusivamente dei prodotti della terra, il valore del denaro era pressoché nullo e il risultato era un'inflazione abbastanza grave. Per quanto riguarda invece gli edifici religiosi, beh, sarebbe sufficiente cercare nella storia della Chiesa romana stessa. Si consideri che nel Medioevo la Chiesa era anche una potenza in un certo senso, godeva di un certo potere anche dal punto di vista politico, basti ricordare la famosa lotta per le investiture o ancora la cattività avignonese. La chiesa nel Medioevo era abbastanza ricca per potersi permettere la costruzione di edifici che comunque venivano portati avanti nel corso di anni e anni. Cercare denaro nel Medioevo
diversamente non era facile, per nulla facile. La prima crociata ad esempio, specie il primo contingente che partì per la Terra Santa ad esempio, fu sconfitto nel più disonorevole dei modi e questo perché erano per lo più fanatici e plebei senza un soldo che si erano messi in marcia per non fare più ritorno. anche i cavalieri più nobili si fecero si prendere da tanto entusiasmo o forse meglio dire da tanta avidità di gloria e fama che anche con le "tasche rotte" partirono e non tornarono più. Le armi e l'equipaggiamento nel Medioevo erano un grosso indice di ricchezza e anche solo possedere un cavallo per un uomo dell'epoca voleva dire essere ricco.
I cavalieri cristiani, sempre durante la prima crociata, nonostante i divieti severissimi dell'epoca contraevano prestito. E' famoso l'episodio del massacro di ebrei per opera di un certo Emich, un cavaliere tedesco che col pretesto di non voler restituire le somme chieste in prestito si era
dato al massacro dei suoi creditori. L'economia medievale è un argomento abbastanza complesso nel dettaglio e per meglio capirla secondo me bisogna partire dal sistema romano e poi pian piano procedere nel tempo fino al sistema economico del periodo delle crociate. Ovviamente per sistema romano mi riferisco all'ultimo sistema adottato prima della caduta dell'Impero. Nel Medioevo il primo sistema economico è quello del curtis.

Indico un testo, che io ho usato per scrivere la mia tesi di maturità

  • March Bloch, La Società feudale - Einaudi ed. (questo libro è scritto molto molto bene ed è facile e parla anche del sistema economico)

Altri testi che invece sono

  1. L'economia artigiana nell'Italia medievale - Degrassi Donata, 300 pp,  Carocci ed.
  2. Economie urbane ed etica economica nell'Italia medievale - Greci Roberto - Pinto Giuliano - Todeschini Giacomo, pp IX, 244, Laterza ed.
  3. Studi di storia medievale. Economia, territorio, società - Cammarosano Paolo, 292 pp, CERM ed.
  4. Storia economica dell'Occidente medievale - Fourquin Guy, pp. 518, Il mulino ed.
  5. La storia economica di Roma nell'alto Medio Evo alla luce dei recenti scavi archeologici - AA.VV. pp. 368, All'insegna del giglio ed.
  6. Campagne medievali. Strutture materiali, economia e società nell'insediamento rurale dell'Italia settentrionale (VIII-X secolo). Atti del Convegno (Nonantola, 2003) - AA,VV.  pp 298, Società Archeologica Padana ed.
  7. La città medievale - Grohmann Alberto, pp. 208, Laterza ed 8. Il lavoro delle donne - AA.VV. Laterza ed
  8. Nuove ricerche sui castelli alto medievali in Italia settentrionale - Brogiolo G. Pietro - Gelichi Sauro, pp 246 - All'Insegna del Giglio ed.

Questi sono alcuni che trattano dell'economia e volendo anche in dettaglio della vita e delle fonti finanziarie della gente dell'epoca.

Perché un sito di storia medievale si mette contro la violenza sulle donne? Perché la violenza è un male, una piaga della storia e va schiacciata. Non dite che siamo tornati al Medioevo quando ci siamo ancora oggi

Credo che il fatto che un sito di storia intraprenda un’iniziativa, anche solo un sondaggio come il mio contro questo fenomeno, sia una cosa positiva. Ho voluto realizzarlo perché voglio dare la possibilità alla gente di dire quello che pensa davvero e soprattutto di vedere quanto ne sa di un periodo che richiama sempre nelle proprie frasi “siamo tornati al medioevo, tutta questa violenza”. Se ci siamo tornati, in realtà è perché non ne siamo mai venuti fuori e le cose vanno peggiorando perché nessuno sembra volersi muovere.

C’è paura, c’è diffidenza nei confronti del mondo, ma soprattutto c’è tanta indifferenza. Non possiamo lamentarci del male che subiamo se noi per primi vi siamo indifferenti. Sono certa che se la dignità si dovesse comprare la gente ci starebbe più attenta ai fenomeni di violenza e non regnerebbe l’indifferenza. Visto però che purtroppo la dignità e la vita non si comprano al mercato per due soldi ma si acquistano quando si nasce e visto che la dignità si mantiene anche da morti penso che bisognerebbe cominciare a dire basta, proprio perché nessuno ce la viene a regalare. E’ solo dal passato che possiamo imparare, chi non conosce il passato può prendere un libro di storia e cominciare a studiare, non è ben accetta l’ignoranza anche se nel nostro mondo è sempre festeggiata come la benvenuta, quasi attesa. Conoscere il passato serve per il presente e soprattutto per il nostro futuro. La violenza partorisce solo altra violenza, non solo ma la indurisce, la peggiora, la rinforza. Ci preoccupiamo tanto del 2012 e delle profezie sulla fine del mondo e intanto la violenza dilaga, tanto che è entrata nelle case e nei letti, non ci stupiremo quando scenderà anche dai camini e quando uscirà da sotto lo zerbino.

L’indifferenza è la madre del Male, più la gente sarà indifferente e più ce ne sarà per tutti e tocca a tutti, la violenza non guarda in faccia nessuno. Pensate che lasciare scaturire la violenza adesso serva a sfogarla tutta perché una profezia ha detto che tanto nel 2012 finirà, ci sarà un periodo di pace? L’indifferenza del padrone fa ricco il ladro! La violenza non è stata predetta e quindi non è lasciandola andare che un destino armato di buonismo la farà cessare perché una profezia lo aveva stabilito, quando ancora l’uomo cacciava con le lance e gli archi.

Quando e perché è nata la mia battaglia contro questo tipo di violenza?

Non c’è un momento della mia vita nè un evento da cui sia scaturito questo odio e questa battaglia contro il fenomeno della violenza. Sono sola nella mia battaglia come donna, esattamente come lo è ogni donna al mondo contro il fenomeno della violenza. Penso che a questo mondo ci sia troppa ipocrisia sulle donne, penso che ci siano troppi controsensi e che sia ora di mettere chiarezza. C’è ancora troppo superstizione, c’è troppa paura a reagire. Io credo che non sia solo un problema di paura piuttosto è la noia. Forse ho cominciato questa guerra quando ho cominciato ad avere un’idea “neutrale” di quello che significa essere una donna.

Essere donna significa prima di tutto essere una persona, una persona che chiede rispetto e ne da per prima, ma si vede discriminata, messa in un angolo, non rispettata da quello che sembra essere il nemico numero uno: il maschio. Io per quanto possa “abbaiare” contro i maschi, ho detto più di una volta che non sono una femminista di quelle sfegatate e che so perfettamente che non ci sono solo uomini contro le donne ma anche donne contro le donne e la frase “contro la violenza sulle donne” non significa “contro la violenza sulle donne da parte degli uomini”, è una frase che include tutti coloro che fanno violenza su una donna, anche le donne.

Penso che i telegiornali ne parlino anche se usano parole diverse, ma la sostanza non cambia. Però la gente continua ad essere totalmente indifferente e io credo che questo sia sbagliato. I risultati del primo sondaggio, “Un click contro la violenza”, hanno dato dei risultati impressionanti e contradditori: la gente vede indifferenza ma al contempo ha paura ed è diffidente, la maggior parte delle cronache riguardano omicidi ma al secondo posto abbiamo proprio i casi di violenza sulle donne. Non ci si rende conto di questo paradosso? Come si può essere indifferenti al male che un giorno come un altro potrebbe in futuro riguardare proprio noi? Io temo che l’indifferenza in realtà mascheri un dualismo noia, paura. Quello che la gente vuole evitare, temo sia la noia di un processo che sembra non finire mai, un calvario che fa paura perché lungo quel calvario si potrebbero avere delle rivendicazioni, c’è il problema della protezione e della credibilità.

In proposito alla noia, nel Medioevo avvenne l’opposto, perché per noia inventarono la strega e colpirono la donna, dice Michelet, illuminista francese e credo che avesse ragione. Doveva essere un uomo molto, troppo razionale ma del resto è figlio del suo tempo, l’età dei lumi e della ragione, in netta contrapposizione con il periodo oscuro che i rinascimentali chiamarono Medioevo. Il fenomeno della violenza certo non è solo un problema italiano, è un problema che riguarda il mondo, il mondo! E in altri paesi per noia e per capriccio sulle donne si commettono tra i peggiori dei crimini: dalla lapidazione allo sfregio con acidi sul viso, le umiliazioni diventano pubbliche. Siamo troppo bloccati dalle nostre superstizioni e dalla nostra indifferenza per trovare il coraggio di muoverci, si ha troppa paura di farsi avanti per paura di essere giudicati, lo chiamano questo il secolo delle apparenze, perché ormai è solo questo che conta e che si va a giudicare: l’apparenza. Del resto è l’arte dell’apparire che ormai ci rende maestri delle più atroci vicende umane.

Io personalmente come donna, nei miei anni di studio individuale sull’epoca medievale ho potuto constatare che all’epoca la condizione della donna era diversa da quella di oggi solo dal punto di vista lavorativo, non lavoravano, ma non c’è a dire il vero bisogno di andare tanto indietro nel tempo per chiedersi come fosse la condizione della donna. Le donne stavano in casa coi figli e si occupavano della casa, o come direbbero alcuni autori, della loro dolce prigione domestica. La donna dal Medioevo in un certo senso ha avuto modo di essere più emancipata, in epoca romana e in epoche precedenti era considerata invece abbastanza importante. Andando ancora più indietro, vi ricordo che in epoca preistorica si venerava la Dea, ci sono le prove storiche e fisiche di questo culto e credo che sia segno che un tempo la nostra condizione dovesse essere molto diversa ma migliore di oggi e dell’epoca medievale. Il medioevo però ha avuto un blocco, un capovolgimento, come se l’intelligenza umana avesse subito uno stop, come se per mille anni si fosse fermata lì a girare e rigirare su alcune idee e ne avesse maturate delle altre come quella delle streghe. Solo questo hanno prodotto della donna? Io non sto negando l’esistenza di persone malvagie che hanno fatto cose da streghe, ma questo è più che del Medioevo direi tipico dell’età rinascimentale e seicentesca. Oggi la donna si dice sia troppo emancipata, io non credo, solo perché siamo state ammesse all’università e solo perché finalmente possiamo renderci socialmente utili. Per quanto una donna emancipata possa essere, io ritengo che il problema della violenza rimarrà sempre tipico della categoria delle donne.

L’iniziativa “Contro la violenza sulle donne”: nella speranza che ricordando il passato si possa costruire un futuro migliore e più sicuro dove la donna sia veramente più tutelata e rispettata. La pace tra i due sessi e all’interno dei “mondi” medesimi può esistere, ma solo nel segno del rispetto. E’ un’utopia lo so, me ne rendo conto, ma i problemi si inizia ad affrontarli parlando e parlando si ricorda e si impara a non ripetere gli stessi errori mettendo in pratica quello stesso rispetto la cui assenza scatena il peggio di noi esseri umani!

Figlie, bambine, ragazze, adolescenti, donne, fidanzate, mogli, madri, nonne, bisnonne, matriarche. Conoscenti, amiche, migliori amiche, confidenti, alleate, nemiche, rivali. Sacerdotesse nelle antiche civiltà, regine, guerriere, curatrici, consolatrici. Serve, schiave, contadine, lavandaie, sarte, nutrici, balie, governanti. Suocere, nuore, cognate e parenti.

Queste siamo noi donne! Il nostro carattere? E’ una questione individuale. Cari maschi non siamo gli angeli del focolare né le crudeli streghe come per tanti secoli ci avete dipinto. Il bene e il male esistono nell’uomo come nella donna, siamo buone e cattive. Voi siete buoni e siete cattivi. Non ci sono santi nè beati su questa terra, nè la pazienza che portiamo ci porterà alla santità.

I piatti della bilancia sono pari tra noi e voi se si tratta di storie o vicende di vita dove uno dei due sessi ha fatto soffrire l’altro e qui non mi dilungherò a parlare della casistica di torti o ragioni tra le migliaia di coppie che sono esistite nella storia. Non sono qui per dire se Giulietta e Romeo o Paolo e Francesca da Rimini, o ancora Abelardo ed Eloisa hanno avuto una corretta condotta nei confronti delle loro società e dei loro tempi, se scegliendo l’amore hanno fatto bene o hanno sbagliato. Sono qui per dire che se Giulietta, Francesca ed Eloisa come tante altre donne della storia sono state maltrattate bisogna dire basta! Sicuramente non sono state le uniche, si tratta di un fenomeno anche più antico del Medioevo ma soprattutto di un problema, un male radicato a fondo, incrostato nel tempo fino ad oggi, dove trova alimento nella nostra società.

Quindi cari maschi, rispetto a quanto detto sopra, non sentitevi subito vittime di un femminismo feroce perché non lo è, in quanto io per prima sono solidale con tutti quelli di voi che hanno avuto a che fare con una di noi che vi ha fatto stare male e con cui speravate invece di costruire un’intera vita! Ma anche qui, i piatti della bilancia segnano pesi pari tra loro. Come ho detto anche nel mondo del sesso femminile ci sono buoni e cattivi, non ho mai sostenuto che noi donne siamo perfette, noi stesse siamo contro altre donne che per ragioni che nemmeno la psicologia può cavar fuori, sono cattive e ci hanno fatto stare male. Se date una letta al sondaggio leggerete che c’è anche lo schiavismo dove donne rendono schiave altre donne! Come vedrete la guerra è interna sia per le donne che per gli uomini.

Così come sono solidale con voi maschi per quelle che vi hanno fatto del male, sono solidale anche con quelle donne, quelle ragazze che hanno perso una persona che amavano per colpa di altre o altri. Non esiste solo che sia il migliore amico di un ragazzo a fregarsi la ragazza dell’altro, esiste anche che ragazze con un egoismo assurdo vadano a rubare per capriccio il cuore del ragazzo di un’altra. Forse riconosco che noi donne siamo più maliziose di voi e anche più cattive in certi sensi! Tra voi maschi non c’è alcun problema: il dialogo tra voi è breve e spesso assente, da veri maschi, duri, gasati e cacciatori arrivate subito alle mani per una di noi e spesso sono più le sconfitte sul campo che non le vittorie! Noi donne invece tra noi ci divertiamo di più in un certo senso a provocarci fino alla battuta che scatena i pugni, i graffi e anche i morsi e le tirate di capelli. E’ un classico: prenderci per i capelli perché sono il nostro tesoro, ne siamo tutte gelose alla follia, più gelose dei capelli che di voi, quei capelli sono quello che voi maschi accarezzate con un desiderio e una passione solo vostra di ognuno di voi, quel gesto che fate ormai senza rendervene conto che assume quel carattere quasi fraterno, di tenerezza. I nostri capelli a voi ispirano di tutto e di più, è il vostro gioco nella passione e nell’intimità. I nostri capelli sono la cosa che ricordate meglio di noi. Noi donne invece ce li tiriamo e li strappiamo nelle liti con altre donne! E’ sempre stato così nella storia: pugni, graffi, schiaffi e capelli strappati! Pazienza, vorrà dire che voi uomini vi dovrete accontentare nel qual caso di una parrucca da accarezzare! Se voi maschi vi prendeste ogni tanto la briga di andare a lettere su internet i forum sulle risse tra donne, vi mettereste quasi a ridere anche quando finisce nel sangue. Noi donne ridiamo meno perché è allora evidente quanto perfino alcune di noi siano così subdole e malvagie. Vorrei dire di più, ma non vorrei divenire volgare e inoltre tratterò diversamente della guerra tra noi donne, in un’altra occasione. Leggendo le liti tra ragazzi mi sono invece accorta che oltre a finire quasi sempre nel sangue, la questione d’onore che vi porta alle mani non solo è una di noi, una donna, ma il mancato rispetto nei suoi confronti! E la mancanza di rispetto può essere dovuta ad una battuta volgare, ad una voce falsa e offensiva su di lei che viene fatta scorrere tra i muri dei corridoi delle scuole o peggio a molestie o peggio ancora ad abusi e minacce e violenza. Allora mi sono chiesta alcune cose. I maschi che sembrano sempre dei bambini e che se le danno di santa ragione per delle cavolate (vorrei dire qualcos’altro) sono ancora capaci di sentirsi lesi per qualcosa che può ancora trovarsi nel territorio dell’onore, il loro: quando la loro donna viene toccata! Che sia la madre, che sia la sorella, la cugina, la migliore amica, la fidanzata, la moglie; non ha importanza, è sempre una donna! Allora mi sono detta: anche loro sono contro la violenza sulle donne! Loro soprattutto, loro contro quelli del loro stesso sesso. Donne contro uomini per la violenza sulle donne stesse e uomini contro uomini per la violenza sulle donne! Ma allora parliamo la stessa lingua! E perché allora, porca miseria, non la smettiamo di essere così ipocriti? E non ci vogliamo finalmente mettere in testa che non è solo una questione di onore, più nostro che vostro, e che più che di onore si tratta di dignità? Sì cari uomini, tutta questa paternale quasi velata di satira per dire che è ora di smetterla di essere ipocriti perché non è l’onore che viene leso ma la nostra dignità di donne, di esseri umani! Il fatto che il 10% di noi donne, persone del nostro sesso sia marcio e guasto disonora il restante 90%! Ma è proprio quel 90% qui che è quello che paga, il martire della situazione! Ed è ora di smetterla con questa situazione, questo martirio che sfiora ormai la vanità della violenza stessa!E’ un’ipocrisia stupida e assurda e per altro vergognosa. Che pensate? Che solo perché un "lupo cattivo” che fa parte del vostro stesso sesso ha violato la dignità di noi donne, allora quelli lesi siete voi nell’onore? Voi siete i meno lesi, siamo noi donne a pagare il prezzo più caro in qual caso! E’ sempre stato così. Anche in quell’epoca che si disprezza tanto, il Medioevo, lo viviamo, lo sentiamo, lo peniamo ancora oggi quando dovremmo studiarlo per capire che è ora di smetterla di esser ipocriti e che la violenza che viene fermata solo combattendola, non aumentandola con faide e intrighi, guerre e duelli come facevano i pagliacci vostri antenati nel Medioevo. Era tanto ipocrita che un signore nel medioevo condannasse a morte il contadino che gli aveva molestato la moglie, quando il marito magari una volta salvato l’onore ne faceva di lei un’oggetto solo per il proprio piacere ed era altrettanto ipocrita nel Medioevo una faida tra signori per una violenza quando questa era in realtà il solo pretesto per assecondare fini di tutt’altro tipo come ad esempio il potere e il denaro. Ed era altrettanto ipocrita, sempre nel Medioevo, che una donna si mettesse a gestire una locanda con la scusa di salvarsi dalla fame, quando si sapeva perfettamente che le ragazze che vi lavoravano non diventavano solo cameriere e ancora oggi si sentono casi di donne che schiavizzano altre donne in un qualunque modo. Quindi cari uomini, come vedrete leggendo, non siete vittime di un femminismo feroce che vi demonizza, picchio tanto su alcuni di voi come su quel 10% del mondo femminile che rovina l’onore del restante 90%. Forse le percentuali saranno diverse, ma quello che vi voglio dire e quello che vi vogliono dire le donne che sono stanche della violenza è che bisogna combattere insieme contro la violenza sulle donne, perché purtroppo siamo noi le prime vittime della mattanza umana! La lotta interessa tanto voi quanto noi, non deve essere però una questione personale ma di principio perché quella donna che avrà subito una violenza è violata nella sua dignità di essere umano! Qui si parla di lottare contro il fenomeno della violenza alla dignità di una persona, oltre che una donna! Non è questione di salvare un onore che di fatto non esiste, perché quello che voi avete sempre chiamato onore è la nostra dignità!

Nel Medioevo erano gli uomini a detenere la cultura, il sapere, eravate i soli a saper leggere e scrivere e molti di voi hanno osannato le nostre grazie e virtù, ma ci giocherei la mia stessa testa che hanno scritto delle spregevoli menzogne, delle ipocrisie perché coloro che hanno scritto osannandoci come delle dee manco sapevano com’è fatta una donna, una vera donna! E’ questo il problema: perché loro stessi che hanno osannato noi e le nostre grazie dal viso al seno, dal seno al piede sono quelli che ci hanno trasformato agli occhi della società come delle macchine e delle schiave, delle peccatrici e delle meretrici e lo hanno fatto contro le donne di altri uomini, spingendo questi ultimi a trattarci come tali e punirci anche quando abbiamo fatto più del nostro dovere: amarvi quando eravate i fidanzati e i mariti, i padri e i figli, a soccorrervi e mendicare le vostre ferite quando erano al corpo e all’onore, a consolarvi quando vergognosi e sofferenti avete pianto sulla nostra spalla e sul nostro petto come dei bambini indifesi! Ci avete osannato e poi vi siete messi gli uni gli altri contro di noi e tutto per un capriccio antico come la civiltà umana! Ci avete bruciato sul rogo, ripudiate, stuprate, picchiate, umiliate solo perché eravamo delle donne e perché degli ignoranti (con laurea ad honorem per l’ignoranza) vi hanno spinto contro di noi facendo leva su quello che loro per primi non capivano di noi donne e che secondo loro non dovevate capire nemmeno voi. Nel Medioevo l’onore si misurava sulla lama della spada e noi donne per prime ci abbiamo fatto i conti anche quando eravamo innocenti.

E tutto quello che la violenza sulle donne ha fruttato è stata solo altra violenza su altre donne imparata dai vostri figli, plasmati delle stesse medesime eresie.

La guerra contro la violenza è una lotta da sostenere per il nostro bene e quello dei nostri figli, è una lotta per salvare un attimo la società nel futuro. Come credete che stiano i nostri ragazzi? I nostri, i vostri figli, specie le ragazze? Pensate forse che una minigonna e tre chili di trucco sotto gli occhi bastino per essere grandi, per difendersi là fuori? Al contrario, quello è ciò che fiutano i lupi cattivi perché sanno perfettamente cosa si cela dietro quella falsa arroganza che oggi tiene a bacchetta i nostri adolescenti facendoli apparire dei mostri. Ai tempi dei nostri nonni l’olio di mano (per chi non sapesse cosa significa, sono le famose sane sberle educative, date quando era giusto darle) era un rimedio contro la maleducazione e il cattivo costume, oggi invece l’ipocrisia dell’intoccabilità ha reso la gente più stupida e irresponsabile e infine anche più violenta, perché quando là fuori il lupo non ci fa vittime, ci fa seguaci. E lo stesso era mille anni fa. La storia non cambia mai, è sempre la stessa e se gli errori si ripetono un motivo c’è: perché non si ha voglia di cambiare le cose e credo fermamente che più le cose andranno avanti e peggio sarà per i nostri ragazzi. Non solo, l’ipocrisia dell’intoccabilità ha portato al diffondersi di un altro fenomeno, che è anche peggio: quello della violenza domestica, dove la casa diviene il territorio delle botte, delle umiliazioni specie sul piano psicologico e non solo e i ragazzi in questo territorio imparano a fare altrettanto peggio, ma non capiscono e non vogliono capire che loro per primi sono le vittime e che porteranno quei segni dentro per sempre e non c’è niente che tenga, nemmeno le apparenze! Ragazzi miei, ma quando avete studiato storia non vi siete mai e proprio mai chiesti, nemmeno per curiosità, se quella gente era felice o soffriva e basta come crederete e se è così vi siete mai chiesti se soffrivano più la fame o la violenza? Pensate che erano tutti uomini nel Medioevo? Pensate solo che siamo passate alla storia arse sul rogo come delle streghe anche quando non centravamo nulla? Alcune di noi, vi ricordo, sono diventate sante! Sante! Ma prima erano persone normali, si sono spente serenamente dopo una lunga vita fatta di ostacoli e dolore pur in tempi disgraziati, ma hanno vinto la violenza facendo l’impossibile e mi riferisco ad una santa di quel tempo che la violenza sapeva cos’era: Santa Rita da Cascia!Vi invito a leggere la sua storia e sono convinta che anche i maschi più gradassi avrebbero un ripensamento sulla violenza perché proprio per loro pensare a qualcosa di pacifico è impossibile.

E’ solo ricordando il passato che possiamo sperare di migliorare nel presente per il futuro evitando o impegnandoci per il possibile ad evitare ancora fenomeni di violenza sulle donne perché io sono convinta che quanti voi sono padri o mariti sbranerebbero quanti facessero di male alle loro creature specie le figlie e quindi ancora una volta voi siete quelli che avete un motivo in più per combattere quei mostri, quei lupi cattivi, ma non sotto la bandiera dell’onore, ma sotto quella del rispetto e dell’amore per quanto avete di più caro nella vita. Cari uomini voi siete stati bambini e siete stati ragazzi e fidanzati, mariti e padri e nonni, bisnonni, patriarchi e tutto questo penso che non avrebbe mai potuto essere senza che una donna vi avesse generato! Più che un debito di vita, io cercherei di vederlo come un debito d’amore e vi ricordo che nella vita si è sempre vincolati da questo grande ed impagabile debito!

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