Le donne nel Medioevo - tra mito e realtà storica

Vorrei informazioni su un argomento che ho studiato cioè sulla figura della donna nel medioevo. Le mie conoscenze si basano sulla lettura del testo di Duby "i peccati delle donne nel Medioevo". Vorrei il suo parere e vorrei sapere se esistono fonti classificate tra le "rerum scriptores" di matrice femminile. Grazie.

di Francesca


Il Medievalista risponde:

Non conosco il modo di scrivere di Duby, pur avendo dei suoi libri nel mio elenco dei libri da leggere e non ho letto il libro che mi hai nominato però posso comunque rispondere alla tua domanda, dal momento che è un argomento interessante e del quale mi sono spesso e volentieri occupata scrivendo libri di narrativa (mi piace scrivere ma non ho ancora pubblicato nulla). L'argomento "Le donne nel Medioevo" è un argomento ampio, più di quello che si pensa e considera anche che è sempre e perennemente diviso tra due correnti di pensiero, che sono anche le principali:- una corrente che è anche la più attendibile, se pur esagerata di molte volte, tende a vedere la donna più come una schiava, sottomessa, picchiata, sfruttata e umiliata. Questa corrente vede quindi la donna come un essere senza dignità. E' una corrente molto pessimista.- la seconda, è la meno attendibile poichè molto romanzata, prevede la figura della donna del romanzo cortese e quindi è l'opposto della prima, ovvero superiore all'uomo e via dicendo. allora quale delle due correnti è quella da ascoltare?secondo me nessuna, dal momento che si può prendere in considerazione un fatto molto più realistico che ascolta entrambe le due correnti.Sicuramente la donna medievale non era emancipata come quella di oggi (e considera che mi riferisco alla cultura occidentale senza andare oltreocano o oltremare) e non lo era di più delle nostre nonne. La condizione della donna nel medioevo è particolare perchè è e rimane sempre l'angelo del focolare, è sottomessa al pater familias che è il padre o comunque il capo maschio della famiglia (è una concezione arcaica questa, che fa parte integrante della cultura medievale occidentale ma non solo), è sottomessa alla volontà del marito, ma oltre ai doveri che ha ogni donna sia nella società sia nella vita privata, la donna medievale ha anche dei diritti. I diritti esistevano, pochi, se vogliamo essere realisti, ma esistevano. Che fosse difficile farli valere e vendicati se violati, è vero. Perchè una donna nobile, se offesa, aveva molte più possibilità, di una plebea, di avere giustizia, ma qui entrano in gioco anche degli altri fattori che toccano poi il mondo maschile.La donna era considerata di proprietà del marito solo dal punto di vista morale perchè il potere di vita e di morte non esisteva più come nel mondo romano. Un padre poteva scegliere un figlio, ma il figlio poteva anche non scegliere il padre: voglio dire, un padre poteva dare la figlia in sposa anche all'uomo peggiore, la figlia poteva sottomettersi ma poteva anche opporsi e scegliere altre soluzioni (e anche qui non erano poi molte, o il convento o un adulterio volpino (cioè da furbi)).ancora la donna poteva chiedere, ma accandeva più nel mondo nobile, l'annullamento del matrimonio come accadde per Eleonora d'Aquitania che fece annullare il matrimonio dal primo marito, Re di Francia dal momento che lui si comportava come un monaco con lei; oppure si poteva chiedere per ragioni più gravi. Non pensare che nel medioevo le cose stessero peggio di oggi dal momento che anche la storia medievale vanta le sue stragi di cronaca nera anche in merito alla vita delle donne e alle loro condizioni. Voglio dire che il mondo femminile, nel Medioevo, cercava le sue scappatoie, come accade in ogni epoca e in ogni mondo in cui la donna non è emancipata, purtroppo quando il mondo maschile si opponeva in modo drastico, si verificava un episodio non diverso dai tanti, purtroppo, che senti dire per tv!Fin qui ho seguito la prima corrente cercando di farla apparire, più realistica che nera, quanto alla donna romanzata, quindi dei romanzi arturiani e via dicendo, è una versione falsa perchè di fatto anche nella nobiltà la donna rimaneva sottomessa. la donna però non era una schiava perchè c'è da dire che le donne, e questa è una cosa che hanno detto anche psicologi e antropologi, hanno un modo di vivere e pensare e ragire completamente diverso da quello degli uomini. I due mondi anche storicamente e si nota, sono diversi! Una donna, può accettare di vedersi sottomessa, ma non ridotta in schiavitù, la condizione di schiavo non prevede diritti e non prevede scappatoie, cosa che invece la storia alle donne del medioevo ha offerto. La donna medievale è una luce con tantissime raggiature che raggiungono tutti gli estremi possibili, e quindi non è schiava. La donna ha dentro di sè, quasi per natura, l'istinto ribelle, lo spirito ribelle.è difficile parlare delle donne nel medioevo perchè ancora tanto da scrivere e se vuoi posso pubblicare, con un attimo di calma, un articolo sul sito. quanto alla domanda sui rerum scriptores SONO RARISSIMI quelli di matrice femminile e l'unico, che credo sia stato scritto da una donna e del quale ho il titolo è "Lais" di Maria di Francia che contiene dei raccontini, belli devo dire e fiabeschi, scritti in linguaggio cortese e facile da capire e anche con morale, trasmessa indirettamente.

Arcieri - l'arma da guerra più temuta del XIV

Domanda:
gli arceri,sino a che anno ,sono stati in uso come forza militare?
di Giordano

Il medievalista risponde:

Gli arcieri sono stati in uso, come forza militare sino al XIV secolo, specie in Inghilterra.> Sono stati una delle armi, nel verso senso della parola, più efficaci di attacco durante la Guerra dei Cento Anni.

Il mistero del Santo Graal

Domanda:
Ciao, sono una lettrice del genere storico e di recente mi sono interessata anche alla lettura di alcuni testi saggistici che trattano del Graal. Ho guardato anche qualche documentario in merito, ho letto libri incluso il Codice da Vinci (ho visto anche il film) perchè questa storia e tutte le cose che si sentono dire mi hanno incuriosito. Fin da bambina ne ho sentito parlare come di una coppa raccolta da Parsifal nei racconti del Ciclo arturiano, ma crescendo ho sentito dire sempre e sempre piu' cose, spesso contradditorie tra loro, su questo argomento, cose che spesso mescolavano il sacro ed il profano. Ora non credo che esista come se ne sente parlare, ma non credo nemmeno che non possa non essere esistita, anche una coppa vuota, con un'importanza storica. I libri di saggistica che ho letto puntavano tutti o finivano per trattare del paranormale, ma a me interessa un punto di vista prettamente storico e realistico. Ti scrivo quindi per avere un tuo parere.
Grazie

di Becky88

Il Medievalista risponde

Ciao Becky. Devo ammettere che sul Graal c'è da perdersi e non è una battuta ironica perchè quando fa notizia una novità in merito subito diventa un evento mediatico e ci costruiscono sopra castelli, documentari, testimonianze e via dicendo. Quasi quasi fa piu notizia il Graal quando se ne sente parlare, della cronaca quotidiana che dopo due giorni è logorroica.
Le fonti storiche vere sul Graal come coppa miracolosa, come viene raggigurata nel Ciclo arturiano, non esistono. Voglio essere neutrale e a rigor di logica, se fosse esistito veramente perchè la Chiesa dovrebbe nasconderlo come un segreto, come qualcosa che sconvolgerebbe il mondo? Cosi dicendo ribalto completamente quello che hanno detto i tre scrittori inglesi nel loro libro sul Graal. Ma se ci atteniamo alla versione piu realistica, supponendo per un momento che sia vero, la Chiesa non avrebbe alcun interesse a celare questo mistero. Infatti, la versione pià realistica sull'origine del Graal e che tu forse già sai, riguarda una coppa, di scarso valore anche (e non gemmata e adornata come per antonomasia) che sarebbe stata data da Ponzio Pilato a Giuseppe d'Arimatea, il quale voleva seppellire Cristo nel Sepolcro.
Avrebbe quindi usato quella coppa per raccogliere il sangue e da qui il calice assume l'aspetto "santo". Giuseppe d'Arimatea lo avrebbe poi portato con sè una volta fuori dalla palestina e qui finisce l'aspetto realistico perchè con l'arrivo di Giuseppe in Britannia inizia il fantasy del Ciclo Arthuriano. Ancora nei testi sacri e in quelli apocrifi non compare alcuna nota in merito salvo non ci si voglia arrampicare sugli specchi e trovare calici anche dove non ce ne sono attraverso interpretazioni esoteriche, spesso senza senso. Inutile cercare di dire che fosse il calice dell'ultima cena perchè anche qui, che senso avrebbe avuto celare un tale segreto? Il vero potere del Graal sarebbe stato quello di ridare la vita, una nuova vita, il vero valore del Graal secondo la simbologia cristiana sarebbe stato quello della Resurrezione. Chiunque fosse stato morente, toccandolo avrebbe avuto la salvezza, questo è quello che si dice da sempre. Allora perchè nasconderlo?
La coppa sarebbe diventata una reliquia cristiana come altre. Hanno conservato VERI frammenti della Sacra Croce di Nostro Signore, perchè proprio il Graal doveva essere nascosto e non tenuto come le prima come una reliquia?

Come anche tu hai detto, molte versioni sono contradditorie e ci troviamo addirittura in casi in cui il Graal è nato contemporaneamente in piu punti in Europa, ma da fonti storiche sappiamo che Gesu' morì in Palestina e non in tutta l'Europa. O il Graal ha viaggiato in lungo e in largo in mano a qualcuno che poteva viaggiare (perchè se il tempo è lo stesso bisogna tenere conto che ai tempi di Gesu viaggiare era un lusso che non sempre e non tutti si potevano permettere) o abbiamo avuto tanti "Gesu". Ancora una volta fonti storiche autentiche e riconosciute dalla scienza ci dicono che sarebbe impossibile, anche matematicamente. Di Cristo ne abbiamo avuto uno solo e Giuseppe d'Arimatea non si sarebbe spinto piu lontano della Britannia passando per la Francia. Inoltre il Graal ha origini diverse in Europa a seconda delle tradizioni, la piu' vicina alla versione realistica è proprio in Britannia (ma che coincidenza!) e fa riferimento ad un paiolo o calderone dell'antica religione pagana seguita dai Druidi. Chi era morente e veniva messo in questo calderone (poichè era anche grande) resuscitava. Torniamo alla simbologia sulla Resurrezione. Come mai il paiolo era magico? secondo la mitologia celtica, il potere era dato dalla Dea Madre e qualche bravo "arrampicatore" potrebbe fare un collegamento con la Madonna. Beh, gli taglio le gambe subito perchè la religione antica era politeista, anche se a capo aveva una Dea Madre, una donna. La religione cristiana è monoteista e prevede un Dio unico e trino. Non ci sono punti di collegamento tra le due figure, quindi.
Quanto a tutte le altre cose che si sentono dire, ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia. Non so quali fonti siano quelle che hanno permesso ai tre scrittori di fare una documentazione sull'argomento, certo è che il loro libro punta ad un'ideologia senza basi, a scredito della Chiesa. Voglio essere neutrale e non vogliono prendere le parti di nessuno, ma non credo che sia possibile che Gesu fosse sposato, non con Maria Maddalena come con nessun altra e aggiungo che se anche fosse stato sarebbe stato insensato dai conclili medievali e non, negare questa verità perchè non avrebbe cambiato la realtà.

Ma chi ha detto per primo la parola Graal? Cretien de Troyes, l'autore del ciclo arturiano e non abbiamo fonti per dire se il Graal sia stata per caso una sua invenzione. Se avesse saputo il polverone che avrebbe scatenato, non l'avrebbe nemmeno scritto e se anche lo avesse saputo, beh, ci ha giocato un bello scherzo!

Mi permetto di dire che essendo l'argomento tanto vasto da toccare piu argomenti, specie quelli quali l'esoterismo, la gente tende ad essere scettica e a crogiolarsi perchè si parla del magico e del paranormale quando di paranormale non c'è nulla. Un parere personale, sono dell'idea che essendo il Graal un argomento ormai piu' esoterico che altro, mira a screditare ogni ombra di cristianesimo e se anche quello che hanno scritto fosse vero, a mio parere, se uno ha fede e crede non deve porsi dubbi e non deve seguire dottrine diverse dalla propria. Se invece ad uno non interessa nulla, può anche permettersi di creare castelli in aria sul Graal, ma nel rispetto delle ideologie cristiane. Il tema del Graal ha suscitato molti dubbi, verso la religione cattolica e cristiana in generale e verso la Chiesa comem istituzione, non ci sono obiezioni. Io credo che al nostro secolo sia meglio tenere la fiaba del Graal per quello che è: una fiaba e sarebbe bene che l'interesse fosse focalizzato su altre cose o su altri aspetti del Medioevo e se proprio il Medioevo non piace, di argomenti sui quali parlare con serietà ce ne sono davvero all'infinito.

Iconografie mariane

Possiedo una placca in bronzo rappresentante Madonna con Bambino in braccio la quale indossa un velo che sulla fronte appare trilobato. Dato che l'iconografia ricondurrebbe il manufatto alla metà del XII° secolo, desidero sapere se tale velo sia coerente con l'immagine.

Grazie. Fausto

Il medievalista risponde:
Ciao Fausto,
Scusa il ritardo nella risposta, ma essendo da sola cerco di rispondere a tutti il piu presto possibile.
Concedimi di fare una premessa alla tua risposta.
L'iconografia mariana, di cui abbiamo tracce sin dall'Alto Medioevo, raffigura la Madonna in tantissime e diverse situazioni da cui ogni icona prende il nome. Tra le piu' diffuse abbiamo proprio le Madonne con Bambino in braccio, Madonne del Parto, ecc.
Maria viene sempre raffigurata in ogni icona con abiti sontuosi che contrastano con la realtà storica, che afferma appunto anche con Sacre Scritture alla mano, che Maria non era benestante, ma povera. Nelle iconografie e non solo Maria è rappresentata inoltre con abiti non dell'epoca o delle epoche in cui venivano prodotte le opere ma con il costume femminile usato in Terra Santa nel I secolo d.C. Il velo, che tu mi chiedi se è coerente, era un elemento del costume del femminile e con esso la Madonna viene sempre raffigurata. Quindi il velo della tua icona è coerente sia con immagine sia con l'epoca di provenienza. Ma questo non è tutto, concedimi una chiusura di nota, storica. Il velo nell'abbigliamento femminile vuole avere una sua simbologia sia dal punto di vista etico, storico e sociale. Il velo è un elemento dell'abbigliamento femminile sin dai tempi dei greci e indicava uno status sociale, non solo, era usato anche proprio come un simbolo della personalità femminile devota, sottomessa, e casta. Nella simbologia cristiana e tanto piu' nelle iconografie mariane il velo rappresenta la CASTITA', LA FEDELTA', la FEDE in Dio.

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